mercoledì 22 ottobre 2008

Roberto Saviano su Facebook

A questo link potete trovare il profilo di Roberto Saviano su Facebook.
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Riporto qui per interno il ringraziamento di Roberto alla comunità di Facebook per la solidarietà dimostrata.

"GRAZIE per tutto quanto state facendo. È difficile dimostrare quanto sia importante per me quello che è successo in questi giorni. Quanto mi abbia colpito e rincuorato, commosso e sbalordito sino a lasciarmi quasi senza parole. Non avrei mai immaginato che potesse accadere niente di simile, mai mi sarei sognato una tale reazione a catena di affetto e solidarietà.

Grazie al Presidente della Repubblica, che, come già in passato, mi ha espresso una vicinanza in cui non ho sentito solo l'appoggio della più alta carica di questo paese, ma la sincera partecipazione di un uomo che viene dalla mia terra.

Grazie al presidente del Consiglio e a quei ministri che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà sottolineando che la mia lotta non dev'essere vista disgiunta dall'operato delle forze che rappresentano lo Stato e anche dall'impegno di tutti coloro che hanno il coraggio di non piegarsi al predominio della criminalità organizzata. Grazie allo sforzo intensificato nel territorio del clan dei Casalesi, con la speranza che si vada avanti sino a quando i due latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine - i boss-manager che investono a Roma come a Parma e Milano - possano essere finalmente arrestati.

Grazie all'opposizione e ai ministri ombra che hanno appoggiato il mio impegno e quanto il governo ha fatto per la mia sicurezza. Scorgendo nella mia lotta una lotta al di là di ogni parte.

Le letture delle mie parole che sono state fatte in questi giorni nelle piazze mi hanno fatto un piacere immenso. Come avrei voluto essere lì, in ogni piazza, ad ascoltare. A vedere ogni viso. A ringraziare ogni persona, a dirgli quanto era importante per me il suo gesto.

Perché ora quelle parole non sono più le mie parole. Hanno smesso di avere un autore, sono divenute la voce di tutti. Un grande, infinito coro che risuona da ogni parte d'Italia. Un libro che ha smesso di essere fatto di carta e di simboli stampati nero su bianco ed è divenuto voce e carne. Grazie a chi ha sentito che il mio dolore era il suo dolore e ha provato a immaginare i morsi della solitudine.

Grazie a tutti coloro che hanno ricordato le persone che vivono nella mia stessa condizione rendendole così un po' meno sole, un po' meno invisibili e dimenticate.
Grazie a tutti coloro che mi hanno difeso dalle accuse di aver offeso e diffamato la mia terra e a tutti coloro che mi hanno offerto una casa non facendomi sentire come uno che si è messo nei guai da solo e ora è giusto che si arrangi.

Grazie a chi mi ha difeso dall'accusa di essere un fenomeno mediatico, mostrando che i media possono essere utilizzati come strumento per mutare la consapevolezza delle persone e non solo per intrattenere telespettatori.

Grazie alle trasmissioni televisive che hanno dato spazio alla mia vicenda, che hanno fatto luce su quel che accade, grazie ai telegiornali che hanno seguito momento per momento mutando spesso la scaletta solita dando attenzione a storie prima ignorate.

Grazie alle radio che hanno aperto i loro microfoni a dibattiti e commenti, grazie specialmente a Fahrenheit (Radio 3) che ha organizzato una maratona di letture di Gomorra in cui si sono alternati personaggi della cultura, dell'informazione, dello spettacolo e della società civile. Voci che si suturano ad altre voci.

Grazie a chi, in questi giorni, dai quotidiani, alle agenzie stampa, alle testate online, ai blog, ha diffuso notizie e dato spazio a riflessioni e approfondimenti.
Da questo Sud spesso dimenticato si può vedere meglio che altrove quanto i media possano avere talora un ruolo davvero determinante. Grazie per aver permesso, nonostante il solito cinismo degli scettici, che si formasse una nuova sensibilità verso tematiche per troppo tempo relegate ai margini. Perché raccontare significa resistere e resistere significa preparare le condizioni per un cambiamento.

Grazie ai social network Facebook e Myspace, da cui ho ricevuto migliaia di messaggi e gesti di vicinanza, che hanno creato una comunity dove la virtualità era il preludio più immediato per le iniziative poi organizzate in piazza da persone in carne e ossa.

Grazie ai professori delle scuole che hanno parlato con i ragazzi, grazie a tutti coloro che hanno fatto leggere e commentare brani del mio libro in classe. Grazie alle scuole che hanno sentito queste storie le loro storie.
Grazie a tutte le città che mi hanno offerto la cittadinanza onoraria, a queste chiedo di avere altrettanta attenzione a chi concedono gli appalti e a non considerare estranei i loro imprenditori e i loro affari dagli intrecci della criminalità organizzata.

E grazie al mio quotidiano e ai premi Nobel e ai colleghi scrittori di tante nazionalità che hanno scritto e firmato un appello in mio appoggio, scorgendo nella vicenda che mi ha riguardato qualcosa che travalica le problematiche di questo paese e facendomi sentire a pieno titolo un cittadino del mondo.

Eppure Cesare Pavese scrive che 'un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti'.

Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa più dura era che nessuno fosse lì ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non è più così, che qualcosa di mio è diventato qualcosa di nostro. E che paese non è più - dopo questa esperienza - un'entità geografica, ma che il mio paese è quell'insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie.

martedì 21 ottobre 2008

SAVIANO, PIU' DI 100MILA PER L'APPELLO DEI NOBEL

Eccezionale risposta dei lettori di Repubblica all' appello firmato ieri sul quotidiano da sei premi Nobel, in difesa di Roberto Saviano. In difesa dello scrittore di 'Gomorra' minacciato dalla camorra hanno infatti firmato, tramite la homepage del quotidiano diretto da Ezio Mauro, in 100 mila. Tra le firme si segnalano quelle di numerosi scrittori, da Saramago a McEwan, da Franzen a Lethem, da Amis a Palahniuk, da Englander a Safran Foer, a Marias. E hanno firmato anche Veltroni e Franceschini annunciando che alla manifestazione del Pd del 25 ottobre sara' allestito un banchetto per raccogliere le firme, mentre Roberto Saviano diventera' cittadino onorario di Mantova e ad Orvieto sabato prossimo ci sara' una notte bianca di solidarieta' nei confronti dell' autore. E ancora: gli studenti dell' Associazione Studenti Napoletani contro la camorra e della Rete Nuova anticamorra organizzata dimostrano la loro solidarieta' a Saviano proponendo di indossare un nastrino fucsia 'anticamorra' ogni giorno. Fucsia, come i coltelli sulla copertina del best-seller. Iniziativa che culminera' con un evento in programma il 27 ottobre a Napoli. (AGI) - Roma, 21 ott.

da http://www.agi.it/spettacolo/notizie/200810210852-spe-rt11010-art.html

lunedì 20 ottobre 2008

Strane somiglianze.....

Provate a mettere a confronto quello che dice Emilio Fede nel suo giornale (video 1), con quanto afferma il ragazzo con la maglietta nera del video 2.

Notate qualche somiglianza?????


Video 1 - Emilio Fede esprime un parere su Roberto Saviano



Video 2 - Servizio andato in onda su Matrix

Firma per Saviano





Repubblica.it ha avviato una raccolta firme

Firma per Roberto Saviano

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.


Partecipa anche tu: http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/saviano/firme_raccolte.html

Matrix - Mentana intervista Roberto Saviano - parte 1

Puntata di Matrix dedicata a Roberto Saviano, dal titolo "SAVIANO UNO DI NOI".


E' stato ospite di Matrix Roberto Saviano autore di Gomorra, il romanzo tradotto in 53 paesi che ha acceso i riflettori sul fenomeno camorristico e sui traffici e le attività illecite del clan di Casal di Principe. Saviano è sotto scorta dal 2006 perchè più volte minacciato di morte dai clan dei casalesi. Anche se vivere blindato ha portato il giovane scrittore a pensare di lasciare l'Italia, ieri Saviano ha continuato a denunciare e a svelare i meccanismi imprenditoriali con i quali si alimenta il potere camorristico.

La puntata è stata seguita da una media 2milione e 11mila spettatori con 7 Milioni e 26mila contatti.



Parte Prima




Parte Seconda